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Salone del Gusto e Terra Madre eventi a ridotto impatto ambientale
 
Il Salone del Gusto e Terra Madre 2010 rappresentano un'ulteriore tappa del cammino pluriennale che ha come obiettivo rendere la più grande mostra mercato del cibo di qualità e il più importante meeting di comunità del cibo provenienti da tutto il mondo eventi a ridotto impatto ambientale.
Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, organizzatori di entrambe le manifestazioni, insieme a Disegno Industriale – Politecnico di Torino, e da quest’anno all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, hanno rinnovato il loro impegno nel progetto Un nuovo modello di evento a ridotto impatto ambientale promuovendo innovativi scenari di sviluppo.
I due appuntamenti sono quindi nuovamente un laboratorio unico per sperimentare e avanzare proposte. Per la prima volta, espositori e visitatori sono chiamati in causa per diventare co-organizzatori: i loro comportamenti determinano la riduzione dell’impatto ambientale dell’intero sistema-evento.
Il progetto era stato avviato in via sperimentale nel 2006 con la raccolta e l’analisi dei dati. L’incoraggiante risultato raggiunto nell’edizione 2008, meno 45% d’impatto ambientale dell’intero sistema analizzato, spinge i promotori della ricerca a ipotizzare l’obiettivo per il 2010: meno 60%.
Le innovazioni più rilevanti riguardano i materiali di allestimento e la logistica per il trasporto delle merci, mentre altri ambiti come i materiali per la fruizione del cibo e la gestione dei rifiuti, vengono sottoposti a una progettazione più efficiente ed efficace. Particolari strategie sono inoltre adottate per la riduzione dei supporti di comunicazione cartacei, senza tuttavia alterare quantità e qualità delle informazioni fornite ai visitatori.

La ricerca, gli elementi progettuali, le applicazioni delle soluzioni per l’edizione 2010, i partner coinvolti e i futuri obiettivi sono presentati in un’installazione collocata nel padiglione 5. Ecco alcuni esempi concreti del progetto:

Componenti per l’allestimento
Tutte le bancarelle, gli stand del mercato e altre aree espositive sono realizzati in collaborazione con Palm, che fornirà i suoi Greenpallet® progettati secondo i principi di eco-design, realizzati con legname certificato FSC e PEFC (proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici) e accompagnati dall’etichetta AssoSCAI (Associazione per lo Sviluppo della Competitività Ambientale di Impresa). Grazie alla rete creata dai soggetti che contribuiscono alla realizzazione del Salone del Gusto, gli stessi Greenpallet® continueranno il loro ciclo di vita e verranno ri-utilizzati dalle aziende Lavazza e Mapei, per la logistica di trasporto delle proprie merci, permettendo di ridurre l’impatto ambientale ed economico dell’evento e favorendo una filiera bosco-legno-consumatore responsabile.

La logistica per il trasporto delle merci
L’approvvigionamento e la gestione dei prodotti alimentari utilizzati per la preparazione dei piatti nelle aree gestite da Slow Food – Laboratori del Gusto, Teatro del Gusto, mensa di Terra Madre - sono coordinati da Risteco. Il consorzio, insieme agli enti organizzatori, promuove strategie di sviluppo sostenibile per il settore della ristorazione collettiva quali, ad esempio, prodotti biologici locali e movimentazione delle merci su mezzi a elevata efficienza ambientale.

Materiali per la fruizione del cibo
Al Salone tutti gli espositori utilizzano materiali per la fruizione del cibo completamente biodegradabili. Stoviglie, sacchetti, tovaglioli in pasta di cellulosa e Mater Bi sono messi a loro disposizione a un prezzo agevolato grazie alla rinnovata collaborazione con Novamont. Applicando il design sistemico, i rifiuti prodotti dall’uso di tali componenti, entreranno a far parte della filiera di raccolta dell’organico per essere così destinati alla generazione di un nuovo prodotto: il compost.

Raccolta differenziata dei rifiuti
Grazie al coinvolgimento di Amiat, Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino s.p.a., il sistema di raccolta differenziata interna ed esterna all’evento punta a incrementare l’ottimo risultato raggiunto nel 2008: 58,4% di differenziazione dei rifiuti. Il progetto per il Salone 2010 prevede la raccolta integrale di tutte le frazioni (plastica, carta, vetro e lattine, organico e residuo indifferenziabile) organizzata su tre livelli: le isole di raccolta, presidiate da volontari dell’associazione che aiutano il pubblico a porre il rifiuto nel contenitore giusto; il sistema “banco a banco” con il quale si prelevano i rifiuti già differenziati dai singoli espositori all’interno dei propri spazi; la raccolta di materiale (soprattutto organico) nelle cucine e negli spazi di preparazione dei piatti in degustazione. Le frazioni vengono poi trasferite all’impianto di riciclaggio. Tutto il processo è monitorato e garantito da Amiat, grazie anche alla collaborazione di partner come Comieco ed Ecoglass.

Riduzione dei supporti cartacei e utilizzo di carta
Continua la sperimentazione di strategie innovative per ridurre progressivamente i materiali di comunicazione su carta pur mantenendo l’alto livello di informazioni trasmesse.
Per la prima volta al Salone viene utilizzato il codice QR che permette di scaricare sul proprio cellulare gli approfondimenti relativi ai Presìdi Slow Food italiani e internazionali.
È stato notevolmente ridotto il numero di cartelle e comunicati stampa cartacei, mentre si è implementato ulteriormente l’utilizzo della posta elettronica e del download di testi, foto e video dal sito web. L’altra novità riguarda le cartelle stampa distribuite ai giornalisti durante la manifestazione, che non sono cartacee ma contenute in una pratica, ed ecologica, chiavetta usb.
Alcuni materiali, tuttavia, è necessario stamparli: per il programma in italiano, la carta dei vini e la mappa viene utilizzata carta con certificazione FSC, proveniente da foreste correttamente gestite da un punto di vista ambientale e sociale.
 
 
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