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Il futuro dei cibi locali

Cosa ci riserva il futuro del cibo locale di fronte alle crescenti sfide legate ai cambiamenti climatici in corso? Questa domanda, con altre importanti questioni, ha riunito a inizio agosto le comunità di Terra Madre, i soci di Slow Food, le autorità locali e i cittadini provenienti da tutto il paese per la prima edizione di Terra Madre Azerbaijan.

Suddiviso in nove diverse aree climatiche, l'Azerbaijan ha conosciuto negli ultimi anni importanti variazioni delle temperature, con inverni che si fanno sempre più lunghi e rigidi e primavere che tardano ad arrivare. “Le comunità hanno verificato gli effetti di questi cambiamenti sulla loro produzione” riferisce Lilia Smelkova, coordinatrice Slow Food di questa area. “Un esempio è la regione di Shirvan, nota per le sue coltivazioni di diverse varietà di patate, aglio e cipolla” – continua – “Negli ultimi anni, la comunità locale ha notato che le varietà locali di patate e cipolle sono diventate più piccole, la produzione è diminuita e il gusto è cambiato, rendendole poco adatte per le ricette tradizionali preparate da secoli in questa regione”.

Gli imprenditori locali hanno reagito alla situazione con l'introduzione di varietà e ibridi di importazione. La comunità, invece, ha iniziato a piantare le varietà autoctone di altre regioni, sperando che si adattino bene nei loro campi. I delegati hanno colto l'opportunità per parlare delle implicazioni di questa situazione e per valutare gli stratagemmi necessari per adattarsi alle sfide attuali e a quelle in arrivo.

Tra i vari temi, è stata portata al centro dell'attenzione la moria senza precedenti che quest'anno ha colpito le colonie di api. L'area di Shirvan è stata quella più interessata dal fenomeno: più della metà delle api è scomparsa nel giro di due mesi. Durante l'incontro i delegati ne hanno ipotizzato le cause, discutendo della possibilità che i cambiamenti climatici siano uno dei fattori scatenanti, così come la recente introduzione incontrollata di semi OGM. “Spesso i semi venduti sul mercato sono importati, ma raramente la provenienza è segnalata” - ha sottolineato Azer Garayev, fiduciario Slow Food in Azerbaijan e organizzatore dell'incontro nazionale di Terra Madre. “L'informazione sull'origine dei semi o della varietà è spesso difficile o impossibile da ottenere e non esiste ancora un laboratorio per analizzare gli OGM”.


Le comunità di Terra Madre degli allevatori di pecora Garabah e dei produttori di confetture, con gli apicoltori e i produttori di gatykh (bevanda a base di latte di vacca fermentato) del vicino Ismaili, hanno partecipato all'evento organizzato dal convivium Slow Food di Shirvan. Anche i rappresentanti dell'organizzazione Buta Kitchen, che si dedica alla promozione della cultura e del cibo tradizionale dell'Azerbaijan, hanno preso parte all'evento.

Il villaggio di Sis, nell'area rurale del distretto di Shemakh, è stato scelto per l'incontro perché proprio qui, nel 2005, le comunità del cibo al ritorno dal meeting internazionale di Terra Madre hanno deciso di creare il primo convivium Slow Food. Durante l'evento, le donne di Sis hanno preparato il pilov, la dovga (una bevanda fredda con erbe derivata dal latte fermentato), delle insalate tradizionali e il sumakh (frutto locale utilizzato per guarnire i piatti di carne), mentre gli uomini hanno cotto il kebab. I delegati hanno anche partecipato a un laboratorio di educazione sensoriale proposto dal convivum.

Terra Madre Azerbaijan è stata realizzata grazie alla collaborazione con la spedizione scientifica italiana lungo la Via della Seta “Marco Polo 2010”, che ha fatto visita alle comunità del cibo di Terra Madre subito dopo l'evento per studiare la genetica del gusto e le preferenze a tavola. Terra Madre Azerbaijan è il secondo di tre appuntamenti di Slow Food organizzati in collaborazione con il team del progetto Marco Polo, dopo Terra Madre Georgia.


Leggi qui l'articolo sul progetto Marco Polo sul sito di Terra Madre.

Per saperne di più su Marco Polo 2010: www.marcopolo2010.it

Per altre informazioni: Lilia Smelkova l.smelkova@slowfood.it
 
 
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